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Facciamo chiarezza: chi fa cosa nel supporto alla persona?

Negli ultimi anni, accanto alle figure storiche dello psicologo e dello psicoterapeuta, sono emerse nuove professionalità dedicate al “supporto alla persona”.
Da quando ho deciso di iniziare la scuola di coaching, mi chiedono spesso: “Sì, ma cosa fa esattamente un coach?”.
Così ho deciso di scrivere questo articolo per fissare alcuni punti di riferimento utili a comprendere le differenze tra le varie figure.

Per farla breve (si legge meglio dal PC, lo so)

Esistono poi situazioni “ibride”: un coach può assumere temporaneamente il ruolo di mentore, oppure uno/a psicoterapeuta può integrare strumenti di coaching nel proprio lavoro.

La settimana scorsa mi sono iscritta all’Associazione Italiana Coach Professionisti, dopo aver completato una formazione durata diversi mesi, con una lunga fase di “allenamento” seguita da coach-mentor (ora sapete cosa significa 😊) e un esame finale.

Poi ho aperto i social e mi sono chiesta: “Perché tutto questo impegno?”.
La parola coach è oggi usata e abusata. Essendo di uso comune, non può essere registrata o brevettata. Così capita che chi ha letto un libro e sa muoversi bene sui social si definisca “coach” e offra consulenze o “sedute” (che in realtà si chiamano sessioni), dando consigli diretti (compito del mentore o del consulente, non del coach). Non sono “solo parole”: dietro a quelle parole c’è tanto studio, pratica e serietà.

Come "consumatore" di informazioni o servizi, hai un potere enorme.
Prima di iniziare un percorso, informati sulla formazione e sull’associazione di riferimento del professionista.
In altre parole, investi con consapevolezza nelle tue risorse!

E naturalmente, se hai curiosità o domande, io sono qui.


Cosa ti fa venire in mente questo post?

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