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Una serata al Morosini7: Un viaggio lungo 6 donne

La serata "Un viaggio lungo 6 donne" al bellissimo ristorante Morosini 7 (Racconigi) è stata una bella festa di storie vere e buoni sapori. Un pubblico quasi tutto al femminile si è riunito per una cena organizzata poco dopo l'8 marzo.

Quando ho scelto le 6 protagoniste, non volevo storie già troppo note. Ho cercato donne di tutti i campi che, senza copertine patinate, hanno distrutto bias radicati, rendendo possibile l'impossibile con scelte libere e consapevoli. Immaginate un antipasto che introduce Hattie, una pizza che celebra Rosalind e un dolce con Annie: ogni portata ha accompagnato racconti di figure che hanno smantellato percezioni sociali, dal cinema allo sport, alla scienza.

L'atmosfera era rilassata e partecipe. Il pubblico ha seguito queste donne che hanno ribaltato ruoli imposti dalla società. Ammettiamolo: la mia cronica dimenticanza di scattare foto è un superpotere negativo, che colpisce sempre nei momenti top. Niente selfie, niente stories perfette per i social – solo ricordi vividi e un po' di rimpianto ironico: “Giuro, la prossima volta me lo ricordo!”. In un'era di filtri e like, forse l'assenza di troppe foto ha reso la serata ancora più intima, focalizzata sulle parole.

Queste sei donne condividono un filo conduttore: hanno rifiutato il copione preconfezionato, spazzando via o incrinando bias. Prendete Fanny, che ha insegnato alla sua epoca che l'idea "le donne non corrono dopo i figli, la maternità toglie competitività" era falsa – vincendo 4 ori olimpici. Non eroine con la W di Wonder Woman sul petto, ma persone che hanno scelto di agire diversamente, aprendo porte per chi veniva dopo.

Tutto cambia con una scelta profonda, libera e consapevole, non un "percorso segnato". Queste storie lo dimostrano, con echi nella vita quotidiana: bilanciare carriera e famiglia, dire sì a un sogno o a un compromesso o no a un torto. È lì che si rende possibile l'impossibile, un pezzettino alla volta, senza permesso altrui.

Grazie a loro sei e alle loro storie, per averci ricordato che il vero storytelling è scegliere se stesse.

A Journey Along 6 Women at Morosini 7

The evening "A Journey Along 6 Women" at Morosini 7 restaurant was a delightful party of real stories and tasty bites. An almost entirely female crowd gathered for a dinner organized just after March 8th.

When I picked the 6 protagonists, I didn't want overly famous tales. I sought women from all fields who, without glossy magazine covers, shattered deep-rooted biases, making the impossible possible through free and conscious choices. Imagine an appetizer introducing Hattie, a pizza celebrating Rosalind, and a dessert with Annie: each course paired with tales of figures who dismantled social perceptions, from cinema to sports to science.

The vibe was relaxed and engaged. The audience, captivated, followed these women who flipped imposed societal roles. Let's admit it: my chronic forgetfulness to take photos is a negative superpower, striking at the best moments. No selfies, no perfect social stories – just vivid memories and a bit of ironic regret: "I swear, next time I'll remember!" In an era of filters and likes, maybe the lack of pics made the night even more intimate, zeroed in on the words.

These six women share a common thread: they rejected the pre-packaged script, sweeping away or cracking biases. Take Fanny, who taught her era that the idea "women don't run after kids, motherhood kills competitiveness" was bogus – by winning 4 Olympic golds. Not heroines with a Wonder Woman W on their chests, but people who chose to act differently, opening doors for those who followed.

Everything changes with a deep, free, and conscious choice, not a "predestined path." These stories prove it, echoing everyday life: balancing career and family, saying yes to a dream (or a compromise) and no to a unfairness. That's where you make the impossible possible, bit by bit, without asking permission.

Thanks to these six and their stories, for reminding us that true storytelling is choosing yourself.


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