Apprendimento Continuo: Come Tenere Una Finestra Aperta Sul Bosco Anche in Città

English version (machine translated) follows below.

Come si fa a vivere una vita affollata di impegni, scadenze, formalità eppure riuscire a mantenere uno sguardo curioso sul mondo – come una finestra che si affaccia su un bosco rigoglioso, pieno di sorprese?

In un’epoca di overload informativo, tenere viva la curiosità non è un lusso, ma una necessità per chi vuole crescere professionalmente e personalmente. Oggi la nostra capacità di attenzione sta peggiorando, quotidianamente erosa dai ritmi frenetici dei social media: scroll infiniti, notifiche costanti e contenuti effimeri che frammentano il focus, rendendo sempre più difficile concentrarsi e alzare lo sguardo dai nostri telefoni. La stagnazione mentale si insinua lentamente ma inesorabilmente. Eppure, l’apprendimento continuo è la chiave per navigare cambiamenti rapidi come quelli in cui viviamo e, ma questa è la mia opinione, per continuare a crescere come persone.

Non si tratta di corsi interminabili o letture forzate. È un’abitudine quotidiana, allenata con gentilezza, che trasforma il “non ho tempo” in “cosa posso scoprire oggi?”.

Tre trappole comuni uccidono la curiosità: il sovraccarico cognitivo che ci inonda di informazioni, la paura del fallimento che ci tiene fermi (“meglio non provare”), e la comfort zone delle solite abitudini, amplificata dai social che premiano il superficiale. Proviamo a contrastarle a piccoli passi? Pronti a riaccendere la scintilla?

Inizia la giornata con la domanda “Cosa mi incuriosisce oggi?” scritta sul telefono, come invito. Oppure, dedica una pausa di 5 minuti ad osservare qualcosa di nuovo – un dettaglio in ufficio o un termine sconosciuto in una mail – di cui puoi leggere la definizione su Wikipedia. Mentre ti sposti (oltre alla strada) prova ad osservare gli edifici che vedi, cercando un dettaglio nuovo. Connettiti con gli altri chiedendo a un collega “Tu come fai a...?”, perché la curiosità altrui amplifica la tua. Oppure guardalo da lontano e fatti una domanda aperta del tipo: “Cosa non so di questo collega?” Reclama il tuo sguardo, riattiva la tua voce dimenticando il telefono per 5 minuti. Tanto basta.

Un esercizio che ho fatto per un periodo e mi è piaciuto molto l’ho tratto da L’arte di vedere le cose attorno a noi di Rob Walker, ispirato a George Nelson: contate coi numeri in cui vi imbattete. Mentre viaggiate a piedi, in bici o in macchina, iniziate a “contare” – cercate un 1, poi un 2, poi un 3, e così via. Oppure fate caso ai numeri che vedete più frequentemente. Se poi siete appassionati di tarologia o numerologia, potrete dare ancora nuovi significati alle ricorrenze. “Trovare dei numeri nel paesaggio umano è molto semplice, e cercarli è un ottimo esercizio per aguzzare la vista”, scrisse Nelson. “Il gioco consiste nello scovare forme, dimensioni e contesti inattesi.”

Questi passi non richiedono ore, ma costanza: in poche settimane, la tua mente si abitua a cercare opportunità di crescita, trasformando la città in un bosco di possibilità e ricostruendo un’attenzione resiliente contro i ritmi digitali. L’apprendimento continuo non è una checklist – una lista di cose da fare, ma è un’attitudine per vedere il mondo come un alleato, non un ostacolo o peggio ancora un carnefice.

“Le finestre sono uno strumento esistenziale potentissimo. L’unica cosa che potete fare è guardare. Non avete alcun controllo su quel che vedete. Il vostro cervello sarà costretto a creare una storia a partire da qualsiasi cosa appaia. Le cose noiose diventano bizzarre.” — Sam Anderson

Continuous Learning: How to Keep a Window Open to the Forest Even in the City

How do you live a life crowded with commitments, deadlines, and formalities yet manage to maintain a curious gaze on the world – like a window overlooking a lush forest full of surprises? In an era of information overload, keeping curiosity alive is not a luxury, but a necessity for anyone who wants to grow professionally and personally. Today, our attention span is deteriorating, daily eroded by the frenetic rhythms of social media: endless scrolls, constant notifications, and ephemeral content that fragment focus, making it increasingly difficult to concentrate and lift our gaze from our phones. Mental stagnation creeps in slowly but relentlessly. Yet, continuous learning is the key to navigating rapid changes like those we live in and, in my opinion, to continue growing as people.

It’s not about endless courses or forced reading. It’s a daily habit, trained with kindness, that turns “I don’t have time” into “what can I discover today?” Three common traps kill curiosity: cognitive overload that floods us with information, fear of failure that keeps us stuck (“better not to try”), and the comfort zone of usual habits, amplified by social media that rewards the superficial. Shall we counter them with small steps? Ready to reignite the spark?

Start the day with the question “What intrigues me today?” written on your phone, as an invitation. Or, dedicate a 5-minute break to observing something new – a detail in the office or an unfamiliar term in an email – whose definition you can look up on Wikipedia. While moving (beyond the road), try observing the buildings you see, seeking a new detail. Connect with others by asking a colleague “How do you do...?”, because others’ curiosity amplifies yours. Or observe from afar and ask yourself an open question like: “What don’t I know about this colleague?” Reclaim your gaze, reactivate your voice by forgetting your phone for 5 minutes. That’s enough.

An exercise I did for a while and really enjoyed comes from The Art of Noticing by Rob Walker, inspired by George Nelson: count the numbers you encounter. While traveling on foot, by bike, or by car, start “counting” – look for a 1, then a 2, then a 3, and so on. Or notice the numbers you see most frequently. If you’re into tarot or numerology, you can give new meanings to the recurrences. “Finding numbers in the human landscape is very simple, and searching for them is an excellent exercise to sharpen your sight,” Nelson wrote. “The game is about spotting unexpected shapes, sizes, and contexts.”

These steps don’t require hours, but consistency: in a few weeks, your mind gets used to seeking growth opportunities, turning the city into a forest of possibilities and rebuilding resilient attention against digital rhythms. Continuous learning isn’t a checklist – a to-do list, but an attitude to see the world as an ally, not an obstacle or worse, a tormentor.

“Windows are an existentially powerful tool. The only thing you can do is look. You have no control over what you see. Your brain will be forced to create a story from whatever appears. Boring things become bizarre.” — Sam Anderson.


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